Live at Woodstock - CCR

Recensione

Per molti anni è stata rinnegata dagli stessi Creedence.
Fu un’esibizione che la band ritenne non all’altezza a causa dell’ora tarda (dopo la mezzanotte) causata dal protrarsi della performance dei Grateful Dead oltre il tempo stabilito, e soprattutto da un pubblico troppo assonnato per ricambiare in modo adeguato il loro immenso talento.

Dopo ben cinquant’anni I Creedence Clearwater Revival ci permettono finalmente di ascoltare il live di quella notte con gli 11 brani eseguiti durante quello che sarebbe diventato l’evento del secolo e che ancora oggi viene considerato come il festival musicale più importante della storia del rock.

Benvenuti, siamo a Woodstock, e questa è la notte del 16 Agosto 1969.

Di quel concerto abbiamo visto tantissimi filmati con Jimi Hendrix, Joe Cocker, Carlos Santana e tanti artisti dell’epoca. Purtroppo però ancora oggi in questi filmati manca sempre il riferimento ad una delle band più iconiche degli anni ’60 e ’70, appunto i Creedence.

Come ho precedentemente scritto, si dovettero esibire ben oltre la mezzanotte mettendoli in ombra rispetto agli altri artisti, al punto che molti di noi ancora oggi ignorino persino la loro presenza durante quei giorni indimenticabili.

In tutti questi anni la band si è sempre rifiutata di inserire le registrazioni di questo live in qualunque compilation o album, fino al 2 Agosto 2019 quando sulle piattaforme digitali è arrivato Live At Woodstock con tutta la set list di quella notte. L’album è disponibile anche in CD e doppio vinile.

Nell’album sono inclusi alcuni dei brani più famosi della band come Green River, Bad Moon Rising o Proud Mary, ma anche le cover di “Ninety-Nine and a Half (Won’t Do)” di Wilson Pickett e di “I Put a Spell on You” di Screamin’ Jay Hawkins.

L’atmosfera è da brividi, sentire il pubblico applaudire e fischiare ti riporta a quei giorni e soprattutto a quella notte, anche se purtroppo in alcuni brani proprio il pubblico è stato “ripulito” e leggermente allontanato come audio. Si percepisce purtroppo che proprio il pubblico non era quello presente durante il giorno, ma resta un pezzo di storia del rock che riaffiora dal passato in tutta la sua forza.

E’ un album che non ci fa apprezzare di più o di meno i Creedence Clearwater Revival, ma è un buono modo per ricordare Woodstock attraverso chi ci ha suonato ed ha vissuto in prima persona un evento inarrivabile ed unico nel suo genere.

Cosa mi è piaciuto dell’album? Il suono sporco, quasi grezzo, di questa registrazione volutamente lasciata quasi in versione originale con le distorsioni del microfono e qualche errore fonico. E soprattutto l’atmosfera che riesci quasi a respirare semplicemente ascoltando l’album.

E poi i Credeence….da brividi.

Cosa non mi è piaciuto? L’attesa. Aspettare 50 anni per poter godere di un’esibizione storica è stato quasi sacrilego.

G.

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