Live and Loud - Nirvana

Recensione

Un esplosione di pura energia.
Una bomba sonora capace di ricordarci chi fossero.
Un testamento live avvenuto il 13 Dicembre del 1993 presso il Pier 48 di Seattle, poche settimane dopo il famoso Unplugged per MTV.
A differenza proprio di Unplugged, Live and Loud è un’esplosione di suoni, un agglomerato di vibrazioni elettriche che racchiudono tutto il talento dei Nirvana.
Se non sai cos’è il Grunge, questo è l’album giusto per capire e conoscere meglio uno stile musicale di cui proprio i Nirvana furono gli artefici.

Una successione di tracce senza fiato, un tiro musicale che fin dalle prime note ti avvolge al limite dello stordimento, trasportandoti in una dimensione senza spazio e senza tempo, facendoti sentire al centro del palco insieme a Kurt Cobain e compagni.
Dal 30 Agosto l’album è finalmente disponibile in un doppio vinile e sulle piattaforme streaming per essere ascoltato e goduto nella sua interezza ed in tutta la sua potenza.
Nella track list trovano spazio tutti i più grandi successi di “Nevermind” e “Bleach”, oltre agli ultimi pezzi di “In Utero”, mentre da “Incesticide” viene estratto solamente “Silver”.

Un crescendo di brani in un clima autodistruttivo, culminato con sputi alla telecamera e chitarre spaccate sul palco (testimonianza disponibile sul DVD uscito negli anni passati) dove ad esplodere è tutto il talento ma anche la completa follia “carismatica” di un Court Kobain che odiava i fan coristi ai suoi live, che invece qui trova anche qualche risata durante alcune incursioni vocali esterne.
L’album ha un ritmo serrato, le canzoni si susseguono a ritmo quasi maniacale per lasciare spazio al talento vocale di Kobain ma anche al suono ipnotico delle chitarre elettriche.
Unica cover dell’album è “The Man Who Sold The World” di David Bowie già suonato nella versione Unplugged, dove invece ne venne fatta una versione molto più intima.

Cosa mi è piaciuto di questo album? I Nirvana.
Cosa non mi è piaciuto? Sempre i Nirvana.

Non è una contraddizione ma l’effetto che i Nirvana suscitano in chi come me non è propriamente un fan.
L’album è spettacolare, forse al limite della perfezione, dove sul finire si percepisce proprio quel delirio musicale di cui forse non se ne sentiva un vero bisogno, offuscandone in parte il talento.
Consigliato? Assolutamente si, è un album unico ed irripetibile.

G.

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