K. SUTHERLAND - RECKLESS AND ME

Recensione

Un londinese dall’anima rock, ma dallo stile assolutamente USA.

Possiamo riassumere così la carriera musicale di Kiefer Sutherland, notissimo attore e figlio d’arte (il papà è Donald Sutherland) che in questi anni si è cimentato con la musica ottenendo giudizi molto positivi dalla critica del settore.

“Reckless and Me” è il secondo lavoro di Kiefer che in questi anni ha saputo evolvere il proprio stile ed affinare la scrittura, arrivando a confezionare brani capaci di accompagnarti in un lungo viaggio oppure  suonare in sottofondo durante la tua giornata.

Togliamoci subito il dubbio più grande: Kiefer sa cantare, sa suonare e dal vivo è una macchina da guerra. In questi mesi è alle prese con il suo tour mondiale che lo ha portato anche in Europa (in particolare Inghilterra e Germania) con tutte le sue tappe sold out da ormai parecchio tempo.

Tornando all’album, 10 tracce piene di energia, dallo stile assolutamente variegato e con un sound capace di abbracciare 40 anni di storia del rock made in Usa.

L’album si apre con “Open Road”, forse la canzone più riuscita dell’artista londinese, un intro dallo stile country-rock contemporaneo dove la voce di Kiefer, ruvida e sporca, ti accompagna all’ingresso di un viaggio fatto nel tripudio di chitarre e sound assolutamente Yankee.

Da qui inizia un vero “sali e scendi”, brani dal sapore Springsteeniano (Something You Love e Faded Pair of Blue Jeans) fino allo stile del Southern Rock oppure quello più Country, chiudendo il cerchio con la ballata “Song for a Daughter”. Forse quest’ultimo è il brano più introspettivo, capace di trasmettere la vera passione di Kiefer per la musica, in particolare quella Rock.

Non è un disco per tutti ma è un disco che piacerà a molti, ben prodotto e ben suonato, dove alla fine ciò che rimane è l’amore per la musica, quella vera, suonata nei club con chitarra in mano e senza troppi compromessi. Vi consiglio di cercare su YouTube alcuni sui live e capirete meglio di ciò che parlo.

Alla fine cosa mi è piaciuto? Due cose, “Open Road” che apre l’album,  e soprattutto la passione di questo disco, percepibile in ogni traccia, in ogni strumento suonato e nella voce di Kiefer Sutherland.

Cosa non mi è piaciuto? Forse la sua evocazione di cantanti del passato con stili appartenenti anch’essi al passato, lasciando in qualche traccia il gusto del “già sentito” che forse mortifica ingiustamente l’album

G.

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